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Momentum Indexes

ADX

ADX

L'ADX viene abitualmente utilizzato per quantificare la forza di un trend. L’acronimo sta per Average Directional Index che è stato sviluppato nel 1978 da Welles Wilder ed è un indicatore utilizzato nell'analisi tecnica. Per interpretare l'ADX è necessario innanzitutto comprendere che questo indicatore non indica la direzione del trend, ma solo la sua forza. Il valore dell'ADX è solitamente compreso tra 0 e 100. Sopra i 40 il trend è considerato forte, sotto i 20 è considerato debole. Wilder ha utilizzato i 14 periodi.

Comparative Relative Strength Index

Comparative Relative Strength Index

Il Comparative RSI è un indicatore che confronta due prezzi dello stesso asset. Quando l’indicatore si muove lateralmente significa che la relazione tra i due input è strettamente correlata e si muove allo stesso modo. Se il Comparative RSI diminuisce, il primo prezzo non è molto efficiente rispetto al secondo. Tutti i valori superiori a 1,0 indicano che il prezzo sta sovraperformando il prezzo base, mentre un valore inferiore a 1,0 indica che è sottoperformante.

Connors RSI

Connors RSI

Il Connors RSI è un indicatore di analisi tecnica creato da Larry Connors che in realtà è un composto di tre componenti separati. Il Relative Strength Index (RSI), sviluppato da J. Welles Wilder, gioca un ruolo fondamentale nel Connors RSI, infatti, l'RSI di Wilder viene utilizzato in due delle tre componenti dell'indicatore. I tre componenti, RSI, UpDown Length e Rate-of-Change, si combinano per formare un oscillatore di momentum. Connors RSI restituisce un valore compreso tra 0 e 100, che viene quindi utilizzato per identificare condizioni di ipercomprato e ipervenduto a breve termine.

Directional Movement Index

Directional Movement Index

Questo indicatore permette di cogliere l'effettiva componente di trend che caratterizza una serie storica, misurandone anche l'intensità. A differenza del RSI, il Directional Movement Index prevede l'utilizzo di un maggior numero di dati relativi alla serie storica: oltre ai prezzi CLOSE, richiede i prezzi HIGH e LOW registrati nel periodo selezionato. Va detto che il sistema si avvale dell'interazione di tre indicatori: DI+, che indica la componente rialzista del movimento della serie storica, DI-, che ne indica la componente ribassista, e DX (o ADX), che indica l'intensità direzionale del movimento della serie indagata. Il range dei valori possibili, assunti dai tre indicatori, va da 0 a 100. Considerando un utilizzo standard di 14 periodi per il calcolo dei tre indicatori (come indicato dall'inventore Welles Wilder), valori della curva DX (o meglio ADX) superiori alla soglia critica di 20 segnalano l'uscita della dinamica borsistica da una fase congestionata e l'inizio di un trend ben definito. Nel caso ADX e DI+ abbiano un trend crescente a fronte di un movimento discendente del DI-, il sistema esprime l'intensificazione di un trend rialzista, mentre nel caso di ADX e DI- siano in un trend crescente a fronte di un movimento discendente del DI+ il sistema esprime l’intensificarsi di un trend ribassista. Se l’ADX ha un andamento laterale o leggermente decrescente, mentre DI+ e DI- tendono a convergere, l’indicatore segnala l’inizio di una fase di congestione: un ADX decrescente e l’incrocio di DI+ e DI- confermano una distribuzione o redistribuzione, l’incrocio delle curve DI+ e DI- ed un ADX in discesa confermano una fase di accumulo o riaccumulo.

Elder Force Index

Elder Force Index

L'indicatore di analisi tecnica Force Index, sviluppato da Alexander Elder, calcola la forza delle variazioni di prezzo utilizzando una combinazione di prezzi e volume. L'indicatore Elder Force Index traccia una linea che oscilla sopra e sotto lo zero. Questo indicatore ha caratteristiche speciali in quanto utilizza le variazioni di prezzo, la direzione della variazione di prezzo e il volume. L'Elder Force Index è una misura della prevalenza di acquirenti o venditori nel mercato. In generale, se il prezzo è in rialzo e l’Elder Force Index è superiore allo zero e in aumento, è probabile che il movimento al rialzo continui. Invece, se i prezzi hanno una tendenza al rialzo, ma l’Elder Force Index è vicino allo zero o si sta muovendo verso lo zero, si sta creando un’uguaglianza tra acquirenti e venditori, quindi è probabile che il movimento al rialzo dei prezzi si fermi o si interrompa. L'Elder Force Index viene calcolato utilizzando l'ultimo CLOSE, il CLOSE precedente e gli ultimi volumi. Quindi se il CLOSE attuale è superiore al precedente, l'Elder Force Index è positivo, e se il CLOSE attuale è inferiore al precedente, l’Elder Force Index è negativo, inoltre maggiori sono i volumi di scambio maggiore è la sua forza.

Elder Ray Power

Elder Ray Power

Si assumono posizioni long quando il bear power ha un valore inferiore allo zero ma è in aumento, e l'ultimo picco del bull power è più alto di quello precedente (in aumento). Una posizione short viene assunta quando il valore del bull power è positivo ma in calo, e il recente minimo del bear power è inferiore a quello precedente (in calo). In entrambi i casi è possibile utilizzare anche la pendenza dell'EMA per confermare la direzione del trend. I trader possono osservare i segnali rialzisti e ribassisti e quindi attendere che l'EMA inizi a muoversi nella direzione prevista prima di intraprendere un'operazione, o talvolta l'EMA si sta già muovendo in una direzione particolare e quindi gli indicatori di potenza rialzista/ribassista forniranno un'indicazione del segnale del mercato. La metodologia originale del Dr. Elder utilizza generalmente una media mobile esponenziale (EMA) di 13 periodi per valutare il consenso di valore del mercato. Questo può essere modificato in base alle preferenze personali e lo stesso Elder ha utilizzato le EMA a 26 giorni durante l'analisi dei grafici settimanali. Il bull power misura la capacità degli acquirenti di spingere i prezzi al di sopra del valore di consenso, mentre il bear power misura la capacità dei venditori di spingere i prezzi al di sotto di tale valore.

Gopalakrishnan Range Index

Gopalakrishnan Range Index

Il Gopalakrishnan Range Index è un indicatore di volatilità e momentum, ideato da Jayanthi Gopalakrishnan per distinguere tra trend irregolari e trend definiti. Ogni tipo di mercato offre opportunità al trader, ma per Gopalakrishnan è importante sapere con quale tipo di mercato hai a che fare e se questo riflette il tuo stile di trading. L'obiettivo del Gopalakrishnan Range Index non è generare segnali di acquisto o vendita, ma fornire una panoramica, un punto di partenza che puoi utilizzare per identificare gli strumenti finanziari che corrispondono al tuo stile di trading. Un aumento del Gopalakrishnan Range Index rappresenta un aumento della volatilità dello strumento finanziario, ed è quindi consigliabile utilizzare il Gopalakrishnan Range Index insieme ad un indicatore di trend.

Intraday Momentum Index

Intraday Momentum Index

L'Intraday Momentum Indicator, ideato da Tushar Chande, ha una costruzione molto simile al RSI di Welles Wilder: da esso differisce in quanto tiene conto non solo della differenza tra il CLOSE di oggi e il CLOSE del giorno precedente (momentum interday) ma della differenza tra il CLOSE di oggi e il CLOSE del giorno precedente (momentum interday) CLOSE e OPEN di oggi (momentum intraday), ovvero, essenzialmente, la lunghezza ed il colore della candela. Per il resto, RSI e IMI sono sostanzialmente identici. Poiché il momentum intraday inverte la sua rotta prima del momentum interday, ciò sarà visibile dal colore e dalla forma delle candele, ma ancor prima dal comportamento dell'Intraday Momentum Indicator, che tenderà prima ad appiattirsi, per poi allontanarsi dalle estremità, per avvicinarsi alla zona centrale. Cioè un mercato – o un titolo – che, dopo un ribasso, inizia una formazione di inversione che precede il successivo rialzo, vedrà il suo Intraday Momentum Indicator passare da valori bassi a sotto 30, a valori che tenderanno verso 70, per la successione delle prime candele verdi alle candele rosse; e viceversa, un mercato in fase di topping inizierà a presentare, prima timidamente, poi sempre più decisamente, le candele rosse: in questo caso avremo un Intraday Momentum Indicator che, quando raggiunge la banda superiore di oscillazione, si piegherà verso il basso, dirigendosi verso 30.

Market Facilitation Index

Market Facilitation Index

Il Market Facilitation Index permette, confrontandolo con i volumi di scambio, di capire quanto un trend sia indicativo e quindi “cavalcabile” dai trader.

  1. BARRA VERDE (MERCATO VERDE): Contemporaneo aumento dei volumi e del Market Facilitation Index. È una situazione di mercato molto attiva, con molti partecipanti che seguono principalmente la direzione del trend, e questo rende significativo il movimento dei prezzi, si può quindi valutare di aprire posizioni nella direzione del trend. Se hai posizioni aperte contro trend, meglio chiuderle.

  2. BARRA MARRONE (FADE): Diminuzione dei volumi e del Market Facilitation Index. Il mercato poco attraente, di solito accade alla fine di un trend. Tuttavia una situazione simile potrebbe essere la “miccia” per un grande movimento del prezzo, nel caso in cui molti acquirenti o molti venditori dovessero entrare nel mercato, senza trovare un adeguato numero di controparti. Questa situazione potrebbe quindi evidenziare un'inversione di trend, soprattutto nel caso in cui siano presenti più barre marroni consecutive.

  3. BARRA BLU (FAKE): Diminuzione dei volumi ma aumento del Market Facilitation Index. Un trend c'è, ma senza volumi adeguati è rischiosa perché diventa probabile che il mercato sia sostenuto da manovre speculative. Meglio non restare sul mercato in una situazione di questo tipo.

  4. BARRA ROSA (SQUAT): Aumentano i volumi ma diminuisce il Market Facilitation Index. Mercato in grande attività, ma non esprime un trend deciso perché è in corso l'ultima battaglia tra tori e orsi, come dimostrano gli alti volumi. Potrebbe esserci una grande opportunità non appena questa battaglia finirà e si stabilirà un nuovo trend.

Money Flow Index

Money Flow Index

Il Money Flow Index è un indice dedicato alla misura del flusso dei volumi di denaro totali su un asset, quindi è un indicatore di momentum. Il Money Flow Index può essere definito come una composizione tra Relative Strength Index e On Balance Volume poiché il Money Flow Index viene calcolato sulla base dei prezzi e dei volumi delle sessioni, con l'obiettivo di misurare la forza di un movimento come forza risultante dei volumi e movimento dei prezzi. Può quindi essere utilizzato come segnale di ipercomprato (valori superiori a 80), o ipervenduto (valori inferiori a 20), ma anche come indicatore di divergenza, in pratica per MFI crescenti e prezzi stabili od anche il lieve discesa si preannuncia un cambio di trend dunque un segnale di inizio di trend positivo. Nel caso opposto ovvero per MFI decrescenti e prezzi in crescita, si preannuncia un cambio di trend in negativo. Anche in questo caso è raro trovarsi in queste circostanze ma il segnale è attendibile.

Q-Stick

Q-Stick

L'indicatore Q-Stick, progettato da Tushar Chande, viene utilizzato nell'intraday e molto spesso come ausilio all'analisi Candlestick. L'indicatore Q-Stick è la "media mobile" della differenza tra CLOSE e OPEN. Differenza che l'autore ricorda essere il cuore dell'analisi Candlestick perché misura e rappresenta la forza e la consistenza del trend ribassista o rialzista che sia. L'Indicatore Q-Stick viene utilizzato su consiglio del progettista con base di 8 periodi, i segnali di funzionamento vengono generati attraversando la linea dello zero. Il segnale BUY viene generato quando l'indicatore Q-Stick passa attraverso la linea dello zero e poi quando passa dal quadrante negativo a quello positivo. Il segnale SELL viene attivato quando l'indicatore torna in territorio negativo sotto la linea dello zero.

Relative Strength Index

Relative Strength Index

Il Relative Strength Index (RSI), ideato da John Welles Wilder, è uno degli oscillatori di analisi tecnica più utilizzati dai trader, in particolare da quelli che si occupano di futures. Si tratta di un indicatore di momentum, che riesce però a superare alcuni problemi presenti nel momentum, in altri oscillatori si generano notevoli complicazioni nella loro interpretazione, soprattutto quando si verificano movimenti bruschi del mercato provocando un'improvvisa inversione. È quindi necessario, per un'analisi corretta e più comprensibile, ridurre al minimo tali distorsioni. Il Relative Stregth Index, oltre a risolvere questo problema, presenta una banda di oscillazione costante, da 0 a 100, che permette un confronto dei valori con alcuni livelli costanti predeterminati. Presentando una banda di escursione costante, da 0 a 100, è possibile individuare zone fisse in cui l'oscillatore si trova in una situazione estrema; verranno quindi considerate zone di ipercomprato quando l'oscillatore registrerà valori superiori a 70, mentre saremo ipervenduti se mostrerà valori inferiori a 30. Va però notato che la dottrina classica dell’analisi tecnica identificava questi livelli estremi in 80 e 20, anziché in 70 e 30. I segnali generati da questo oscillatore sono simili a quelli di molti altri. La linea mediana dei 50 dovrebbe essere considerata come lo spartiacque tra un mercato rialzista e uno ribassista. L'incrocio della linea RSI con questo livello può essere considerato un segnale di BUY o di SELL. Ma molto più importanti ed interessanti sono, però, le divergenze rialziste o ribassiste che si possono individuare in zone estreme. Questi segnali vanno monitorati con molta attenzione poiché possono essere catalogati come situazioni allarmanti per il trader; lo stesso ideatore considera le divergenze la caratteristica più indicativa di questo oscillatore. Occorre però ricordare che un mercato forte genera prematuramente segnali di ipercomprato o ipervenduto e questo può portare ad uscite affrettate da un trend ancora potenzialmente valido; infatti, le fasi di ipercomprato durante un mercato rialzista possono durare a lungo, come quelle di ipervenduto durante un mercato ribassista. Un ulteriore sistema per identificare i segnali in ingresso e in uscita dal mercato grazie a questo oscillatore è attraverso l'utilizzo delle linee 30 e 70, che delimitano le situazioni estreme. Nel caso, ad esempio, di un mercato ribassista che generi una situazione di ipervenduto, con l'oscillatore quindi ben al di sotto della linea di 30, potrebbe essere interessante assumere posizioni rialziste una volta che il valore sarà tornato sopra quel livello. Si tratterebbe di un ingresso con un margine di rischio ragionevole, ma che potrebbe rivelarsi un ottimo e tempestivo ingresso in vista di un nuovo movimento rialzista.

Stochastic Momentum Index

Stochastic Momentum Index

Lo Stochastic Momentum Index, ideato da William Blau, indica come l'attuale prezzo di CLOSE si discosta dal punto medio dell'intervallo HIGH-LOW, costruito su un certo intervallo di tempo. Il risultato è un oscillatore che si muove tra +100 e -100. Quando il prezzo close è superiore al punto medio dell'intervallo, lo Stochastic Momentum Index è positivo: viceversa, è negativo. Normalmente al risultato del calcolo dello Stochastic Momentum Index viene applicata una media mobile in modo da ottenere valori più omogenei. Quando viene utilizzata la media mobile, il valore non mediato è chiamato Stochastic Momentum Index % K, mentre il valore mediato è Stochastic Momentum Index. Un segnale BUY viene generato quando la linea dello Stochastic Momentum Index incrocia verso l'alto -40. Un segnale SELL viene generato quando la linea dello Stochastic Momentum Index incrocia +40.

Stochastic Momentum Index Ergodic

Stochastic Momentum Index Ergodic

L'indicatore SMI Ergodic, o Stochastic Momentum Index Ergodic, è un oscillatore di momentum che misura la distanza del prezzo di chiusura di un titolo rispetto all'intervallo dei suoi movimenti di prezzo. A differenza del tradizionale oscillatore stocastico, che misura la velocità dei prezzi, l'SMI fornisce un quadro più chiaro e preciso dei trend di mercato incorporando il concetto di "ergodicità". Il concetto di ergodicità implica che la media di una serie temporale nel tempo e la media sull’insieme di tutte le possibili serie temporali siano identiche. Fornisce una prospettiva chiara del comportamento del mercato rimuovendo i disturbi, migliorando così la capacità del trader di identificare i trend. Una linea SMI con tendenza al rialzo segnala tipicamente condizioni di mercato rialziste, mentre una linea con tendenza al ribasso suggerisce condizioni di mercato ribassiste. Oltre ad identificare i trend, SMI Ergodic funge da potente strumento per individuare potenziali punti di entrata e di uscita. Quando la linea SMI attraversa la linea del segnale, è generalmente considerato un segnale rialzista, che indica un buon punto di ingresso. Al contrario, quando supera la linea del segnale, viene spesso visto come un segnale ribassista, suggerendo un potenziale punto di uscita o un'opportunità di vendita.

TRIX

TRIX

Il Trix è un oscillatore di momentum ideato da Jack Hutson nel 1980. La sua peculiarità è quella di poter filtrare i piccoli movimenti di un asset, poco significativi rispetto all'andamento primario. Se utilizzato come oscillatore, un valore positivo indica un mercato ipercomprato, mentre un valore negativo indica un mercato ipervenduto. Molti analisti ritengono che, quando la Trix attraversa verso l'alto, la linea dello zero dà un segnale di BUY, e quando va verso il basso la linea dello zero dà un segnale di SELL. Inoltre, la divergenza tra prezzo e Trix può indicare significativi punti di svolta del mercato.

True Strength Index

True Strength Index

Il True Strength Index è un oscillatore di momentum utilizzato per identificare trend ed inversioni. L'indicatore può essere utile per determinare condizioni di ipercomprato e ipervenduto, indicando potenziali cambiamenti nella direzione del trend tramite incroci della linea centrale o della linea di segnale e avvertendo della debolezza del trend attraverso la divergenza.

Williams Accumulation Distribution

Williams Accumulation Distribution

L'indicatore Williams Accumulation Distribution, di Larry Williams, misura l'accumulo della differenza tra i movimenti al rialzo avvenuti in un dato periodo in cui il prezzo è salito fino molto vicino al close quei movimenti al ribasso ottenuti in stesso periodo, quando quindi il prezzo è sceso molto vicino al close. I movimenti al rialzo sono anche chiamati movimenti di accumulo, mentre i movimenti al ribasso sono anche conosciuti come movimenti di distribuzione. Questo indicatore permette di avere un segnale sul tipo di controllo che viene effettuato sul mercato. Se si aprono più posizioni long, o più posizioni di accumulo, non è detto che il controllo sia prerogativa di chi va long. Se invece si aprono più posizioni corte, cioè quelle di distribuzione, non è detto che il mercato sia appannaggio di chi va corto. A livello operativo, la Williams Accumulation Distribution ci dà il segnale BUY se va a formare una divergenza positiva. Se forma una divergenza negativa, ci dà il segnale SELL.

Last modified: 19 March 2025